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Politica e Società 23-04-2024

VENEZIA E MILANO FRONTIERE DEL CONTROLLO

Cosa hanno in relazione il divieto di comprare gelati dopo la mezzanotte a Milano e l'ingresso condizionato in città a Venezia? Sono i primi passi concreti verso la "società del controllo"

 

 

In questi giorni di aprile del 2024 sono entrate in vigore delle delibere comunali apparentemente scollegate e specifiche della città in cui vengono applicate, ma in realtà corrispondenti alla medesima logica: il divieto di consumare gelati dopo la mezzanotte a Milano e il divieto di entrare a Venezia in determinate date per i non residenti in Veneto sono entrambe giustificate con esigenze di ordine pubblico, ma sono entrambe rispondenti alla logica di istituire un regime dove la libertà viene sostituita dai permessi e dove la Costituzione vale solo fin dove non arrivano le necessità di istituire la "società del controllo".

La logica sottostante a questi provvedimenti è la medesima del periodo dell'emergenza sanitaria da Covid-19 dove le libertà riconosciute e i diritti sanciti dalla Legge Fondamentale della Repubblica Italiana sono diventati relativi, perché la loro assolutezza è stata annullata e il loro valore subordinato alle esigenze di sicurezza percepite dalla classe dirigente. Al posto della democrazia è subentrata la tecnocrazia dirigista.

Ricordare che a Milano circolano indisturbati gli spacciatori di droga stranieri, dopo la mezzanotte, a nulla vale per impedire al Sindaco Sala e alla sua Giunta liberal-progressista di vietare un comportamento libero e innocuo come il commercio e consumo alimentare di gelati; gli assembramenti e la confusione rilevati accidentalmente in alcuni luoghi diventano il paradigma incontestabile per legittimare un divieto assurdo, kafkiano, da Stato totalitario proprio perché discrimina a senso unico e contro ogni logica di equità o di buon senso. Si tratta di pura esibizione autoritaria.

Ricordare altresì che il diritto di libera circolazione dei cittadini sul suolo della Repubblica Italiana è esplicitamente previsto dalla Costituzione e riguarda tutto il territorio, compreso il Comune di Venezia, è inutile per far recedere il Sindaco Brugnaro e la sua Giunta, di dubbia classificazione ideologica, da una misura che è senz'altro frutto della inusitata pressione che il turismo di massa compie su una città unica e delicata come Venezia, ma che è spropositata in relazione alle esigenze della libertà perché crea un precedente amministrativo che non è difficile capire come sia destinato a venire imitato anche in situazioni diverse, aprendo così un vulnus gravissimo su un principio di libertà fondamentale e finora mai intaccato.

Preme ribadirlo, questa è la direzione che porta alla "società del controllo", alle smart cities con spazio di movimento limitato e coatto, con il Green Pass applicato ai consumi, ai diritti fondamentali, a tutta la vita sociale e perfino alla stessa vita corporea delle persone (cibo, vaccini, riproduzione, nascita, morte). E' il punto d'arrivo del capitalismo maturo che ha la logica dell'Utile, al posto della logica del Bene, come paradigma fondativo dell'azione politica; con il capitale al centro del Sistema, al posto della persona.

Prendere coscienza di quanto sta accadendo, cioè della deriva in atto, è il primo passo per porre le basi di una resistenza politica che esca dai recinti dei partiti consolidati, tutti funzionali al Sistema vigente e perpetuatori dello status quo nella direzione ormai presa, per dare vita a una resistenza antiglobalista che provi a dare la sveglia al popolo, prima che si riduca ad essere semplice popolazione. Finché c'è popolo, può ancora esserci democrazia. Ma se ci si riduce a popolazione, allora il domino della Tecnica e l'istituzione della Tecnocrazia del capitale finanziario sarà ineluttabile e irreversibile.

 

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