USCIRE DALL'UE? SI PUO'!
La china presa dal "processo di integrazione europea" è chiaramente quella di dar vita a uno Stato federale sul modello degli USA e subordinato a questi: gli "Stati Uniti d'Europa" (USE) sarebbero la colonia preferita degli USA e per questo gli inglesi ne sono usciti. Ma, appunto, uscire si può.

A tutti i cittadini degli Stati Membri dell'Unione Europea è sempre stato proposto l'ideale di un'area di libero scambio e di libera circolazione di persone, merci e denaro, nonché di pace militare, come "processo di integrazione europea". Progressivamente però, mano a mano che entravano in vigore i trattati di Schengen e di Maastricht, si è visto un salto di qualità che portò dapprima a tentare il colpo di mano della Costituzione di Nizza, fallito per il voto popolare contrario all'approvazione di Paesi Bassi e Francia, e poi al Trattato di Lisbona entrato in vigore nel 2009 come surrogato di quella Costituzione.
Con il Trattato di Lisbona si è cominciato a parlare, dapprima sommessamente e poi sempre più apertamente, di "Stati Uniti d'Europa" e di "valori comuni fondativi" da cui sono stati dichiaratamente ed esplicitamente espunte le radici cristiane. In pratica, gli USE (United States of Europe, rigorosamente in inglese anche se nessuno Stato Membro ha questa come prima lingua, e solo EIRE e Malta come seconda) sono progettati per essere una nuova realtà che ingloberà gli Stati dell'UE in una federazione liberal-progressista, "woke" e globalista.
Non è un caso, quindi, che lo UK sia uscito con la famosa "Brexit" attivando da subito l'Articolo 50 del Trattato di Lisbona (TUE), ovvero la norma che definisce le modalità di recesso che ogni Stato Membro potrebbe attivare per abbandonare l'Unione Europea. I britannici, infatti, godono storicamente della "special relationship" con gli USA per via dei rapporti mantenuti tra Madrepatria ed ex colonie, per l'alleanza militare nelle due guerre mondiali vinte e per la consolidata rete di relazioni sviluppate attraverso la militanza in realtà associative transnazionali da parte delle élites di questi due Stati. Non poteva lo UK rimanere intrappolato in un nuovo ente sovrano che di fatto deve essere la propaggine europea degli USA, controllata sia politicamente che economicamente e militarmente.
Tuttavia la Brexit ha creato il precedente fondamentale per ogni eventuale fuoruscita dall'UE, almeno dal punto di vista giuridico. Infatti, l'articolo 50 del TUE vale per tutti e ciascuno Stato Membro potrebbe attivarne la procedura, qualora maturassero le condizioni poitiche per un ampio consenso su questo tema.
A tal proposito va fatta una riflessione, partendo dalla realtà dei fatti: la convenienza a far parte dell'UE in vista della sua evoluzione in USE è tale da dover sacrificare i valori morali, civili e sociali di chi per Storia e per fede non aderisce alla visione del mondo liberal-progressista e "woke"? In parole povere, ai cattolici va bene rinunciare ad essere cattolici, se non in privato o addirittura in segreto, pur di far parte di un Super Stato anticattolico di evidente ispirazione massonico-protestante? Dove sta la convenienza?
Alla luce dei fatti incontrovertibili, oggi i cattolici che ancora si possano identificare come tali (cioè non "protestantizzati" e coerenti con la Tradizione apostolica) dovrebbero prendere atto della necessità di battersi per uscire dall'UE, attivando l'Articolo 50 del TUE nel proprio Paese; e se questa battaglia dovesse restare con un consenso minoritario, dovrebbero pretendere in maniera costante ed ossessiva di veder riconosciuti i loro diritti sociali e civili di minoranza numericamente rilevante, smettendo di dare consenso a partiti che non siano dichiaratamente e primariamente favorevoli alle istanze cattoliche in campo etico, sociale e civile.
La svolta francese, dove l'aborto - che è un delitto - è stato introdotto in Costituzione come un "diritto", annuncia il futuro che si vuole imporre a tutta l'area UE, ovvero ai futuri USE. Questo è inaccettabile e nessun vantaggio economico può giustificare la collaborazione a un progetto di questo tipo. Se ancora la fede cristiana ha un senso per qualcuno, quel qualcuno deve capire che il "progetto di integrazione europea" non corrisponde al bene dei cristiani e pertanto va contrastato radicalmente.