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Venetorum Angulus 30-09-2022

STORIA DEI VENETI /4 - Le invasioni barbariche

L'epoca che vede la fine dell'Impero Romano porta all'instaurazione del Regno Ostrogoto e alla soppressione della X Regio. Le successive Guerre Gotiche porteranno all'effimera riconquista bizantina che comunque manterrà alcuni territori, dando vita al Ducato della Venetia che sarà l'embrione della futura Repubblica Serenissima

 

 

III LEZIONE - DAL TRAMONTO DELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE ALLA NASCITA DEL DUCATO DI VENEZIA (400 - 568)

I primi 5 secoli dell’era cristiana furono vissuti dai veneti nell’ambito dell’Impero Romano, nella suddivisione territoriale della X Regio Venetia et Histria, e i fatti storicamente e socialmente più rilevanti furono quelli connessi alla cristianizzazione. A questi possiamo aggiungere il notevole sviluppo urbano che vide accrescere l’importanza di Padova, Vicenza, Treviso e in particolar modo Verona, sebbene in quell’epoca fosse sempre Aquileia la città più grande e importante. Verona tuttavia assunse un ruolo di notevole peso come crocevia delle grandi strade di comunicazione da est a ovest e da sud a nord, divenendo un centro strategico che la vide teatro di un importante scontro tra Costantino e Massenzio nella lotta per il potere a inizio IV secolo, dove prevalse Costantino destinato al successo finale, e assurgendo a un ruolo fondamentale subito dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente del 476 dC determinata dal re degli Eruli, Odoacre, quando a fine settembre del 489 lo stesso Odoacre vi fu sconfitto dal re degli Ostrogoti Teodorico, destinato poi a scalzarlo come sovrano sulle terre italiche a partire dal marzo 493. In quell’epoca era Ravenna la capitale d’Italia, ma Teodorico preferì risiedere per gran parte del suo lungo regno a Verona, conferendo alla città veneta una patente di prestigio che durò per tutto l’Alto Medioevo. Ma citando Odoacre e Teodorico stiamo già parlando di re barbari successivi alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, pertanto bisogna fare una ricognizione sulle invasioni barbariche.

 

Le invasioni barbariche nei Territori Veneti

La prima incursione registrata fu quella dei Quadi e dei Marcomanni che nel 168-169 saccheggiarono e devastarono Opitegium (Oderzo), città tra le più importanti nella Venetia dell’epoca, ma fu un episodio isolato. Le invasioni vere e proprie, quelle che porteranno alla caduta dell’Impero, iniziarono all’alba del V secolo con l’invasione dei Visigoti di Alarico I, dapprima nel 401 e poi nel 403 quando solo l’intervento del generale romano Stilicone, presso Verona, riuscì ad arrestarne l’avanzata e a respingerli. Tuttavia nel 408 essi tornarono e stavolta non trovarono resistenza, tanto da attraversare la Venetia e poi proseguire fino a Roma, per saccheggiarla nel 410. Quindi fu la volta degli Unni di Attila, particolarmente efferati verso la popolazione, che nel 452 attraversarono la Venetia all’andata e al ritorno, saccheggiando le città in entrambi i casi. Poi passarono sul nostro territorio gli Eruli di Odoacre nel 476 che rovesciarono l’ultimo imperatore Romolo Augusto e posero fine all’Impero Romano, ai quali subentrarono gli ostrogoti di Teodorico – come abbiamo già visto – che instaurarono a partire dal marzo 493 il primo regno barbarico stabile, sopprimendo le istituzioni territoriali di derivazione imperiale e, perciò, anche la X Regio Venetia et Histria il cui territorio fu conglobato nel vasto regno ostrogoto, formalmente tributario dell’Impero Romano d’Oriente che ancora rivendicava la sovranità sulle vecchie terre imperiali, ma sostanzialmente indipendente. Come detto sopra, Teodorico preferì risiedere prevalentemente a Verona anziché nella capitale Ravenna, rendendola di fatto la città politicamente più importante nel periodo del suo regno e la grandezza di Teodorico avrebbe esercitato il suo fascino, con il relativo spirito d’emulazione, anche sui sovrani delle popolazioni che si sarebbero poi avvicendate nei secoli successivi, se è vero che tanto re Alboino dei Longobardi (nel 572) che Berengario I (nel 924), re d’Italia per i Franchi, furono assassinati a Verona dove presero entrambi quartiere. Il regno di Teodorico il Grande finì con la sua morte, divenuta leggendaria per le circostanze mai chiarite, avvenuta nel 526.

Alla morte di Teodorico si scatenarono disordini per la successione e da Bisanzio (Costantinopoli) fu presa la decisione, dall’Imperatore Giustiniano, di riconquistare tutti i territori a sud delle Alpi, contendendoli ai pretendenti di stirpe barbarica. Il conflitto durò dal 535 al 553 e si concluse col trionfo dei Bizantini che destinarono i Territori Veneti alla giurisdizione dell’Esarcato di Ravenna, nuova istituzione imperiale che era suddivisa in 4 Ducati: Perugia, Pentapoli, Roma e Venetia. Importantissimo da comprendere questo passaggio: mentre stava progressivamente prendendo forma la città lagunare di Venezia, che diventerà poi sede ducale nel 697, fu delineato il territorio del Ducato che avrebbe dovuto comprendere tutti i Territori Veneti (la Venetia) se non che la calata dei Longobardi del 568 sottrasse l’entroterra ai Bizantini, lasciando loro solamente il litorale, ovvero quello che sarà il Dogado, la prima componente territoriale della Repubblica Veneta.

 

- nel prossimo capitolo "Il Regno dei Longobardi nei Territori Veneti"

 

 

 

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