STORIA DEI VENETI /19 - Dal 1945 a oggi
Dopo le due disastrose guerre mondiali, i territori della Repubblica Veneta entrano a far parte della nuova entità statale voluta dagli angloamericani, chiamata Repubblica Italiana.

Gli ultimi anni di Storia dei Veneti sono difficili da raccontare perché la stessa identità linguistica e culturale del popolo è stata annacquata dentro a quella italiana, che è stata a sua volta americanizzata per volontà della potenza militare occupante ed egemone in Occidente: gli Stati Uniti d’America.
Per estendere il loro dominio politico a tutto l’Occidente, gli USA hanno deciso di imporre la loro lingua come koinè del mondo occidentale attraverso gli affari commerciali sul piano lavorativo e la musica pop su quello culturale di massa, facendo così diventare Anglosfera l’insieme dei Paesi sotto la sua influenza militare ed economica.
Per sottrarre potere ai popoli e ai Paesi subalterni, gli USA hanno promosso lo spostamento dei centri decisionali a livello sovranazionale, dando vita a ONU (1945), NATO (1949), CECA-EURATOM-CEE (tra il 1950 e il 1957). Il processo di allargamento delle Comunità Europee è proseguito fino a comprendere 27 Paesi, diventati 26 dopo la decisione del loro alleato storico, il Regno Unito di Gran Bretagna, di uscirne per tornare a ragionare con gli USA in termini di “special relationship” come in occasione dei due grandi conflitti mondiali. Con i trattati di Maastricht e di Schengen del 1992, e poi con il Trattato di Lisbona del 2008, la CEE è intanto evoluta in Unione Europea, per rafforzare il dominio dall’esterno sugli Stati Membri che sono quasi tutti, con poche eccezioni, anche parte della NATO.
Per promuovere la loro agenda in modo informale, hanno istituito centri di potere non istituzionale nei forum e nelle fondazioni permanenti, come il World Economic Forum di Davos per i temi economici e geostrategici, come la Open Society Foundation del magnate Soros per i cosiddetti diritti civili, o come il Gruppo Bilderberg, l’Aspen Institute, la Commissione Trilaterale, per uniformare e monitorare l’agenda politica degli Stati subalterni.
Per eliminare le resistenze del mondo cattolico, così refrattario alla cultura protestante fino all’ultimo Dopoguerra, hanno promosso le fazioni moderniste all’interno della Chiesa Cattolica che ha infatti indetto il Concilio Vaticano II col primo papa eletto dopo la morte di Pio XII, ultimo papa eletto prima dell’ultima guerra mondiale. Dal Concilio Vaticano II in poi la Chiesa ha subito continui cambiamenti in senso protestante, tanto che oggi appare spaccata in due tra fedeli alla Tradizione Apostolica, minoritari, e aderenti al fantomatico “Spirito del Concilio”, maggioritari. Gli effetti sulla società sono stati dirompenti, perché popoli di tradizione cattolica come quelli di Spagna, Francia, Portogallo, America Latina, Italia, hanno ceduto sui temi morali e hanno fortemente ridimensionato la pratica religiosa.
Anche i veneti sono stati travolti dall’americanizzazione, venendo in parte conformati ai valori protestanti e illuministici delle èlites anglofone. Oltretutto, il territorio veneto è costellato di basi militari americane che mantengono le loro posizioni non solo nell’ambito della NATO, ma anche autonomamente come forze USA (nella grande base di Vicenza in particolar modo).
Politicamente oggi i veneti sono irrilevanti, dominati dall’Italia che è depotenziata dall’Unione Europea, mentre entrambe sono succubi degli USA sia tramite la NATO che tramite i centri di potere non istituzionale. Culturalmente quasi irrilevanti, hanno comunque un forte sentimento identitario che trova pure rappresentanza politica, anche se i partiti di riferimento vengono poi sterilizzati dal Sistema sovrastante guidato dagli USA.
Socialmente ed economicamente i territori di Veneto e Friuli Venezia Giulia, cioè l’ex Stato da Tera, sono fortemente evoluti, hanno vissuto un boom economico e demografico nella seconda metà del XX secolo, il tessuto produttivo è dinamico, sebbene rallentato dalla esosa fiscalità italiana, le eccellenze sono innumerevoli in tutti i settori economici: agricoltura, artigianato, industria, commercio, turismo. L’Università di Padova continua ad essere un’eccellenza riconosciuta, mentre crescono le università di Verona e di Venezia, e perfino il recente polo universitario settoriale di Vicenza.
Nell’era della globalizzazione, la nazione veneta sembra esistere come le braci quasi spente di un lungo fuoco, sotto la cenere ormai quasi fredda, ma ancora si parla la lingua locale in percentuali molto alte (il 65-70% la usa come prima lingua tra veneti, dunque più dell’italiano che si usa invece in tutti i contesti formali), c’è una diffusa sete di riscoperta della Storia propria di questo popolo antico che tanti monumenti, opere d’arte e d’architettura ha lasciato nei secoli a disposizione degli occhi dei suoi discendenti. La demografia è entrata in crisi, ma va detto che ci vorrà del tempo per scendere ai livelli antecedenti al boom degli anni intercorsi tra il 1960 e il 1990. I tasti dolenti sono la politica, anche a causa dell’attuale dominio USA, la spiritualità e l’elaborazione di un pensiero proprio, originale e indipendente, e questo è il compito che vorremmo fosse assunto da coloro che, nati nel nuovo millennio con l’era della globalizzazione appena iniziata, hanno letto tutti i capitoli di questo lavoro e ne hanno tratto beneficio, con la voglia di restituire al popolo veneto la vitalità e la dignità che sembrano perdute, ma non sono ancora morte. I popoli non muoiono - disse Benedetto XV durante la Grande Guerra - e le radici profonde non gelano. I Veneti sono un popolo con radici profonde, manca solo la riscoperta della propria consapevolezza per tornare ad avere il posto che nella Storia ci spetta di diritto.