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Storia 03-01-2023

MASSONERIA /14 - SAPERI ARCANI: Egitto esoterico

Con il capitolo sull'Egittologia in chiave magica ed esoterica andiamo verso il completamento della sezione dei "Saperi Arcani" della Massoneria, lasciando a un'ultima carrellata su magia, astrologia, teosofia, teurgia e cultura New Age l'ultimo capitolo di questa Sezione del nostro percorso.

 

 

Un ruolo non marginale e, forse, non ancora completamente esplorato dagli studiosi non massoni dell’immaginario massonico è quello ricoperto dall’utilizzo in chiave esoterica, magica e misterica dell’egittologia. L’Egitto non è importante solo per il simbolo della piramide e per tutti i riferimenti simbolici a tema architettonico che si possono fare con le strutture grandiose dell’antica civiltà nordafricana, ma per qualcosa d’altro che in questo breve capitolo spieghiamo a grandi linee e lasciamo almeno intuire.

Come tutti gli altri saperi massonici, l’origine dell’interesse va individuata nel periodo cosiddetto rinascimentale, quello dell’incubazione della Massoneria moderna. All’inizio del XVI secolo furono rinvenuti in Roma gli obelischi egizi traslocati nella città eterna in epoca imperiale e questo fatto suscitò molto interesse, soprattutto attorno ai geroglifici che in quel momento risultavano indecifrabili e quindi lasciavano spazio alle ipotesi più disparate e fantasiose, in un’epoca in cui astrologia, alchimia, cabala ed ermetismo godevano ancora di una considerazione di rango scientifico.

Il contributo dato da Athanasius Kircher allo studio dei geroglifici, nel XVII secolo, orientò l’approccio alla materia verso una lettura di carattere simbolico, anziché semantico come si farà dopo la scoperta della Stele di Rosetta, e questa modalità che non riguarda solo i geroglifici è stata quella assunta negli ambienti massonici che cominciarono a interessarsi alla religiosità egizia, come sempre con l’approccio anticattolico, per cercare di individuare nell’Antico Egitto la radice di tutte le religioni, compresa quella mosaica. Infatti, se si fosse riusciti a comprovare che il culto monoteista ebraico altro non fosse che una derivazione egizia, magari dei culti al disco solare, il libro dell’Esodo avrebbe avuto una valenza del tutto diversa e, di conseguenza, anche Genesi e tutta la Bibbia fino, ovviamente, a sconfessare Gesù come il Cristo. In questa direzione furono stimolati alquanto dalla scoperta dei culti a Iside e Osiride praticati, seppur in misura assai marginale, anche nell’antica Roma; questa cosa sviluppò la costruzione dei riti massonici ispirati all’Egitto – come l’importante Rito Egizio di Memphis-Misraim derivato dal contributo di quell’avventuriero siciliano rispondente al nome di Giuseppe Balsamo e conosciuto anche come il Conte di Cagliostro – e nel tardo Settecento fece esplodere una vera e propria mania per l’Egitto. La spedizione di Napoleone Bonaparte, massone, e la forte avversione da parte inglese – mai scordare che a Londra c’è l’epicentro della Massoneria moderna e che in quell’epoca non c’erano ancora gli USA a fare da altro polo - che portò a scontri epocali come la battaglia di Trafalgar, non può essere letta compiutamente se non si considera anche l’elemento costituito dal “tesoro inestimabile” dei reperti archeologici con i quali i massoni speravano di riscrivere la Storia e stravolgere la religione. Fu in quell’occasione che fu rinvenuta invece la Stele di Rosetta, oltre a tutto quanto oggi è conservato al Louvre nell’apposita sezione, che permise di decifrare in chiave diversa i geroglifici e orientò gli studi sull’Egitto nella direzione definitiva, col metodo storico-scientifico che ha tolto plausibilità alle elucubrazioni alternative, confinandole nell’ambito dell’esoterismo e della magia rituale.

L’interesse per l’Egitto durò ancora per tutto il XIX secolo con l’approccio della caccia al tesoro che cambiasse la Storia, per lasciare finalmente spazio al cambio di metodo nel XX secolo, consegnandolo all’ambito dell’archeologia e della Storia. Non così per i massoni che invece continuano a usare i simboli legati al culto di Iside, di Osiride, di Horus, di tutte le divinità egizie più e meno note, nonché testi come il “Libro dei Morti” nell’ambito delle loro pratiche rituali che sono fonte di migliaia di pubblicazioni rinvenibili in ogni libreria e sulle quali non è il caso di soffermarsi, anche perché la materia è vastissima ed estremamente dispersiva. A noi basta aver reso chiaro da dove proviene l’interesse per l’Egitto in ambiente massonico e aver evidenziato, una volta di più, la sete di riti iniziatici, riti magici e di religiosità alternative che connota l’ambiente massonico, con la chiara specificazione che tutto è sempre radicalmente alternativo alla Vera Fede, cristiana cattolica e apostolica, e alla sua liturgia.

(sotto, il simbolo del Rito di Memphis Misraim denso di contenuti massonici)

 

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