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Venetorum Angulus 17-08-2022

MARCANTONIO BRAGADIN MARTIRE VENETO DELLA FEDE CATTOLICA

"Venetorum fides inviolabilis" è il motto che viene ripetuto per definire la grandezza degli uomini che si coprirono di gloria servendo la Repubblica Serenissima, edificandone il mito imperituro. Ma quegli uomini traevano la forza dalla fede cristiana; è quella la "fides inviolabilis" dei veneti ("venetorum")

 

 

Quanto mai pertinente è fare ogni 17 agosto memoria del martire veneto europeo Marcantonio Bragadin, torturato per 12 giorni, che spirò mentre veniva scuoiato vivo proprio il 17 agosto del 1571 a Famagosta, nell'isola di Cipro di cui era il Bailo (cioè ambasciatore e governatore locale per conto della Repubblica Veneta)
Egli, anziché cedere all'aguzzino musulmano che gli offriva la fine della tortura in cambio della conversione e sottomissione (la parola "islam" significa tradotta "sottomissione"), continuò a recitare il "Miserere" e morì gridando "Signore, dammi un cuore puro!"
Di fronte all'espansionismo islamico, mirante a imporre per fini escatologici propri della religione maomettana il dominio su tutto il mondo, il destino della civiltà occidentale dipende dalla scelta tra la piena riscoperta e conversione alla fede cristiana, garanzia di libertà e indipendenza, o la permanenza nella degradante ideologia massonico onusiana che ha preso il potere nell'ultimo trentennio, fonte di morte, sconfitta, depravazione e impoverimento morale e materiale che condurrà infine alla sottomissione.
La scelta di Marcantonio Bragadin era assai più difficile, ma egli non esitò a morire piuttosto che rinunciare al cristianesimo. Siamo degni di antenati del genere, oggigiorno? Eppure tanti si riempiono la bocca con i simboli e i motti della Repubblica Serenissima Veneta.
"Venetorum fides inviolabilis" è il motto che viene ripetuto per definire la grandezza degli uomini che si coprirono di gloria servendo la Repubblica Serenissima, edificandone il mito imperituro.
Ma quegli uomini traevano la forza dalla fede cristiana; è quella la "fides inviolabilis" dei veneti ("venetorum"), senza la quale nulla avrebbero potuto.
La decadenza veneta coincide con il declino della fede cristiana e i veneti saranno grandi e liberi, o miserabili e schiavi, in diretta proporzione con la sola vera fede, quella del Bragadin, di cui riporto gli ultimi attimi di vita consegnatici dalle cronache:
'... Lala Mustafà immediatamente fa scannare i tre comandanti e spiccare il naso e le orecchie al governatore. Dieci giorni appresso lo fece gettare in mare, non volendo però che annegasse; toltolo dalle acque lo costringe a portar terra per costruire due bastioni; finalmente lo fa trascinar sulla piazza principale e lo fa scorticar vivo. In mezzo a quel crudele supplizio Bradagin non proferì lamento; pregava e recitava ad alta voce il Miserere. Quando disse le parole: “Dio, crea in me un cuor puro”, rendette l’anima a Dio...' .

 

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