L'INTERVISTA A PUTIN SPIAZZA LA PROPAGANDA
Lo straordinario scoop di Tucker Carlson propone a centinaia di milioni di persone la possibilità di ascoltare Putin direttamente e di sentire la sua versione dei fatti

Che colpo straordinario! Possiamo definirlo senza dubbio alcuno come lo scoop del secolo, fino a questo momento. L'intervista di Tucker Carlson a Vladimir Putin, in Russia, di persona, è qualcosa di clamoroso e di sorprendente.
A Washington e a Londra hanno dato di matto e hanno obbligato a dare di matto anche le marionette europee. Prima che l'intervista venisse pubblicata, nelle ore immediatamente precedenti, a Washington e a Londra scomposte dichiarazioni raccomandavano di non credere alle parole di Putin, e anche le marionette nelle capitali europee hanno dovuto ripetere le stesse parole. La paura degli effetti di un Putin ascoltato direttamente, anziché raccontato dai mass media comandati da Washington e da Londra, era tanta, dopo anni di menzogne invereconde sulla Russia, sul suo leader e sulla guerra in Donbass tra Russia e Ucraina.
E infatti, puntualmente, Putin ha inchiodato l'Occidente al muro delle sue responsabilità, rispondendo con chiarezza ed estrema precisione a ogni domanda che gli è stata posta, fornendo un'analisi geopolitica mondiale di una lucidità nettissima, dimostrando di avere completamente il polso della situazione, spiegando come e perché la Russia sia impossibile da sconfiggere con una guerra convenzionale e aprendo le porte a un ripristino di rapporti cordiali e positivi nel caso in cui a Washington dovesse tornare al potere la parte politica ed economica che sostiene Donald Trump.
E così centinaia di milioni di persone, compresi gli elettori americani che a novembre 2024 voteranno il nuovo Presidente USA (salvo cataclismi) ora hanno sentito l'altra campana, dopo aver sentito per anni le versioni a senso unico confezionate dal mainstream progressista e globalista dei DEM, ripetute anche a Londra e imposte a tutte le marionette degli Stati europei.
Hanno sentito le ragioni geostrategiche della Russia e hanno sentito che la Russia non cerca il conflitto fuori dalle zone che considera di sua influenza, come grande potenza nucleare. Hanno sentito che Putin e i russi non vogliono coltivare l'inimicizia con i popoli europei, né con quelli americani, ma considerano nemici i gruppi di potere globalista che comandano a Washington e a Londra e che dirigono le marionette degli Stati europei. Hanno sentito che l'economia in Russia si sta rafforzando, che l'area BRICS si sta consolidando ed è una realtà destinata a permanere a lungo come alternativa all'imperialismo del Dollaro. Hanno sentito che la Russia ha ricchezze immense nel sottosuolo e un potenziale agricolo sterminato, motivo per il quale non potrà mai essere messa alla fame o privata dei mezzi per l'industria. Hanno sentito che Putin considera pura ideologia l'ecologismo ambientalista e afferma che gli scienziati russi hanno sul clima posizioni del tutto simili a quelle dei pochi scienziati occidentali dissonanti rispetto al coro del "riscaldamento globale". Hanno sentito che la guerra in Ucraina è strategicamente risolta e, se volevano capire il sottinteso, Putin sta aspettando di vedere cosa succederà alle elezioni americane e non sta premendo sull'acceleratore, perché vuole offrire la possibilità di una pace non disonorevole a Trump in caso di elezione. Hanno capito che la potenza militare russa in questo momento è tale da scoraggiare ogni escalation, poiché le dimensioni del suo territorio e del suo esercito garantiscono la vittoria sul lungo termine in ogni guerra convenzionale, mentre in caso di conflitto nucleare la Russia è in grado di colpire ogni città dell'Occidente, soprattutto degli USA, con armi più potenti di quelle degli stessi americani. Hanno soprattutto sentito che l'interesse della Russia è di vivere in pace e in relazioni virtuose con tutti, a condizione che nessuno si permetta di minacciare lo status quo geostrategico o di minacciare la sua cultura tradizionale con strumenti di colonialismo culturale. I russi non sono marionette come gli europei e non vogliono diventarlo, ma una volta chiarito questo punto non intendono minacciare gli americani, né le loro marionette europee.
Tutto questo che effetto farà ai tanti Homer Simpson, Peter Griffin o Randy Marsh? L'americano medio vuole vivere in pace, andare al centro commerciale e guardare la TV, commuovendosi davanti all'inno americano e mangiando il tacchino al Giorno del Ringraziamento. Crede a quello che gli racconta la TV e, se la TV mostra Putin che dice il contrario di quello che ha sentito per anni, comincia a farsi qualche domanda e a seccarsi, soprattutto se l'economia interna non tira tanto e se l'immigrazione dal Messico aumenta il numero di stranieri che girano per le strade. Quando poi vede Biden, il Presidente, che ogni giorno è oggettivamente sempre meno lucido, per un evidente decadimento psicofisico dovuto all'invecchiamento, beh...
Gli analisti politici dei DEM sanno benissimo tutto questo, sanno come ragiona la pancia della loro nazione, e per questo si sono stracciati le vesti per l'intervista di Tucker Carlson, il quale credo dovrà valutare l'ipotesi di trasferirsi in Russia come Snowden a suo tempo. E' stato infranto il muro della menzogna, uno squarcio di luce ha attraversato la barriera eretta dalla propaganda in tutti questi anni e il popolo ora ha sentito anche le ragioni di Putin, espresse direttamente da lui e in modo semplice, coerente, lineare, chiaro.
A questo punto non c'è più nessuna possibilità che Trump perda le elezioni in Novembre, se queste si svolgeranno regolarmente. E questo è ciò che hanno sul tavolo i signori che comandano da dietro le quinte Biden, Obama, Clinton e tutti i pupazzi DEM: per mantenere il potere a Washington, Wall Street e West Point (politica, economia ed esercito) bisogna rovesciare il tavolo. Quattro anni fa arrivò la pandemia, con i lockdown e tutto il resto, fino al voto postale tutto pro Biden che permise di votare anche ai morti, questi addirittura unanimi nel consenso ai DEM. Ma stavolta non basta, anche perché è già successo e non può ripetersi allo stesso modo.
Dunque cosa faranno? Incrimineranno Trump? Lo uccideranno? Faranno scoppiare la guerra mondiale pur di non perdere il potere, sospendendo le elezioni? Questi sono i problemi del mondo in questo momento, e le marionette europee attendono di sapere cosa devono dire e fare. In Italia, invece, tutti sono concentrati sul Festival di Sanremo, mentre in Vaticano pensano a come benedire le coppie omosessuali. Forse non siamo alla fine della civiltà, ma i segnali che siamo alla fine di un'era sono evidenti.