Torna agli articoli
Pensiero e Idee 05-09-2022

La via dell'Europa al totalitarismo mondialista

Nato come processo storico di integrazione economica tra comunità e popoli, il percorso istituzionale che ha portato all'Unione Europea ha trasformato l'ideale di "Europa dei popoli" nella realizzazione di un Leviatano centralista e burocratico ideologicamente connotato in senso anticristiano, progressista e mondialista

 

 

La direzione presa dal cosiddetto "processo di integrazione europeo" ha ormai assunto dei connotati spaventosi e differisce nettamente da quelle che furono le intenzioni dei politici che lo avviarono nel secondo Dopoguerra.

L'idea di creare un'area continentale pacifica e di libero scambio, con regole comuni, mirava a eliminare la concorrenza tra Stati che aveva portato alla competizione sfociata nei conflitti bellici, sostituendola con una collaborazione regolamentata. Aggiungendo la possibilità di circolare e conoscersi per le popolazioni, si mirava a creare un'area dove amicizia, reciproco riconoscimento e condivisione di valori etici, religiosi e culturali comuni, avrebbero costituito la base per una convivenza virtuosa duratura.

La cosa parve funzionare, almeno fino a tutti gli anni Ottanta del XX secolo; poi qualcosa cambiò e iniziò un incubo che oggi si sta concretizzando in un nuovo Leviatano, un mostro burocratico dove la tecnocrazia va a sostituire la democrazia e dove il patrimonio storico, culturale, religioso e morale dell'Europa viene cancellato per imporre l'ideologia totalitaria progressista, libertina e mondialista, sposata dall'élite finanziaria apolide che domina l'intero Occidente.

Dapprima l'unificazione monetaria tolse agli Stati dell'Eurozona la sovranità in questo ambito, per darla a un'Ente privato (questa cosa non è compresa, né conosciuta dalla massa) come la Banca Centrale Europea. Poi ci fu il rifiuto del riconoscimento delle radici cristiane d'Europa nel progetto di Costituzione Europea che pure fallì, ma solo per venire attuato in forma diversa dal Trattato di Lisbona che nel 2008 ha concretizzato la mutazione - già avvenuta dal 1992 (Trattati di Schengen e di Maastricht) - da Comunità Europee a Unione Europea.

Ora ci troviamo davanti a una situazione istituzionale che definire ancora democrazia è perlomeno discutibile, con un organo come la Commissione che esercita il potere esecutivo e domina anche l'ambito legislativo, dato che il Parlamento Europeo è solamente co-legislatore, essendo composto da soggetti nominati (uno per ogni Stato Membro) praticamente sconosciuti ai popoli che a malapena conoscono quello del loro Paese. E le leggi emanate dalla Commissione nelle tantissime materie previste dai Trattati non possono trovare ostacolo da parte dei Parlamenti dei vari Stati, poiché i trattati hanno delegato all'UE la competenza in tali materie senza che il popolo possa metterci becco. In Italia, addirittura, si continua a considerare come "politica estera" l'ambito dell'Unione Europea e quindi tutta la materia è sottratta per Costituzione a iniziative di democrazia diretta (come il referendum) da parte del popolo.

In più, abbiamo un'accelerazione imposta da Francia (Macron chiede un cambio della burocrazia e Dio ci scampi da quello che lui intende) e Germania (il neo Cancelliere Scholz chiede l'abolizione del principio di unanimità su determinate materie, ultimo baluardo della sovranità statale che potrebbe così venire travolta dalla volontà maggioritaria degli altri Stati).

Ad abundantiam, la Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen continua a proclamare come "valori dell'UE" quelli dell'ideologia sopra descritta, valori radicalmente anticristiani e miranti a costruire una civiltà nuova al posto di quella esistente, in un progetto di ingegneria sociale folle e criminale come folli e criminali furono i totalitarismi del XX secolo. Un progetto che vorrebbe culminare in un Super Stato Europeo a economia capitalista e impostazione sociale comunista, molto simile al modello cinese anche sul piano del controllo tecnologico della popolazione, con i diritti naturali revocati e trasformati in permessi statali o in premialità sulla base dell'obbedienza al Sistema.

Da questo mostruoso piano dobbiamo prendere le distanze e, nel rivendicare l'europeismo cristiano originario, condannare come totalitarismo mondialista la versione dell'europeismo attualmente promossa a tutti i livelli dai detentori del Potere. Come cristiani abbiamo il dovere di essere pietra d'inciampo e di andare controcorrente, se la corrente è contraria alla Libertà nella Verità.

 

Condividi articolo