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Politica e Società 16-11-2022

LA TRANSIZIONE DIGITALE E IL CROLLO DEL BITCOIN

Anche i meno interessati avranno sentito del crac di una delle principali piattaforme di scambio delle cryptovalute, la FTX. Viene diffusa l'idea che serva una regolamentazione per proteggere i risparmiatori. Vediamo di capire la questione.

 

 

La scorsa settimana c’è stato il fallimento di FTX, la quinta piattaforma mondiale per volume di scambi in criptovalute. Ciò ha causato il crollo delle maggiori criptovalute, tra cui Bitcoin ed Etherium. Ma, in definitiva, è stato un caso o faceva parte di un piano concreto? Il punto è che dietro a questa vicenda sembra proprio esserci il Deep State USA e non mancano le prove.

Cos’è successo esattamente a FTX? Le ragioni del fallimento sono banali: le attività dell'affiliata FTX, Alameda Research, erano sostenute da token FTT (una cryptovaluta) emessi dalla stessa FTX. Questo ha consentito che i fondi dei clienti venissero usati come portafoglio personale e che il tasso di cambio del TLT (altra cryptovaluta) venisse manipolato per far fuori la concorrenza. Al momento della dichiarazione d’insolvenza, il buco di bilancio si aggirava tra gli 8 e i 9 miliardi di dollari. La situazione è stata aggravata, poco prima del fallimento, da un trasferimento di 10 miliardi di dollari dei clienti di FTX su un conto di Alameda Research. Poche ore dopo la borsa è stata apparentemente hackerata, sottraendo altri 600 milioni di dollari e minacciando di infettare con un malware le applicazioni mobili di FTX. 

Cosa c'entrano le autorità statunitensi? Sembrerebbe che i clienti della borsa siano stati vittime di un banale schema fraudolento. Ma il crollo di FTX non è stato certo una sorpresa per il governo statunitense, dato che la sua gestione era da tempo ai ferri corti con le autorità americane. Nei mesi precedenti il crollo, l'amministratore delegato di FTX, Sam Bankman-Fried, aveva avuto frequenti contatti con le autorità di regolamentazione di Washington. Lo stretto rapporto di FTX con i legislatori è indicato anche dal fatto che l'istanza di fallimento è stata presentata ai sensi del Capitolo 11 del Codice Fallimentare statunitense, che consente di essere protetti dai creditori durante la riorganizzazione.

Dove sono finiti i soldi? Nel mondo di oggi, scomparire con miliardi di dollari in mano senza rischiare la vita è estremamente problematico. Richiede, come minimo, di avere protettori ai vertici del potere che possano garantire una fuga sicura. Chi risulta il più probabile beneficiario del fallimento di FTX, diventando il mecenate dei suoi proprietari?  Vale la pena di dare un'occhiata più da vicino alle personalità coinvolte nella scandalosa bancarotta. Ad esempio, partner del capo esecutivo di FTX è Caroline Allison, che dirige Alameda Research, un'affiliata della borsa fallita. Suo padre il capo di Gary Gensler, attuale presidente della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense. A sua volta, Gensler è stato nominato personalmente da Joe Biden. Questi legami spiegano bene come la SEC abbia inavvertitamente trascurato l'incombente bancarotta delle criptovalute. E la reazione eccessivamente indulgente delle agenzie governative statunitensi all’accaduto allude direttamente a una connivenza nel crollo dell'FTX.

E perché le autorità statunitensi avrebbero fatto fallire FTX?  Il crollo di un exchange di alto profilo, con la scomparsa dei fondi di molti clienti, è la scusa perfetta per proporre un controllo rigoroso del settore delle criptovalute. E le proposte non mancano: il Segretario del Tesoro statunitense Janet Yellen ha dichiarato che l'intero settore dev’essere attentamente regolamentato. Il governo degli Stati Uniti ha già iniziato a prendere in considerazione misure del genere, in conformità con l'ordine esecutivo del Presidente Joe Biden. Con il pretesto del fallimento di FTX, viene in realtà fatta passare a livello mondiale l’idea che un controllo su larga scala del mercato delle criptovalute sia indispensabile. Si tratta di un prerequisito fondamentale per attuare un percorso già pianificato, mirato a diffondere sempre più le criptovalute, integrandole con il mercato finanziario tradizionale, in vista della definitiva abolizione del contante e dell'instaurazione di un regime monetario di pieno controllo, con tutte le conseguenze sociali e politiche che non mi stancherò mai di descrivere su questo mio sito personale.

 

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