Torna agli articoli
Religioni 25-11-2022

LA MAFIA DI SAN GALLO HA ELETTO BERGOGLIO

Pubblicato anche in Italia il libro-inchiesta di Julia Meloni che fa luce sulla "Mafia di San Gallo", gruppo di cardinali e alti prelati che ha condizionato gli ultimi due conclavi della Chiesa Cattolica, facendo eleggere nel secondo il signor Bergoglio. Un libro da leggere per capire cosa stia succedendo in seno alla Chiesa Cattolica.

 

 

Nelle librerie italiane è uscito un libro - "La Mafia di San Gallo - Un gruppo riformista segreto all'interno della Chiesa - che tanto interesse ha suscitato negli Stati Uniti d'America e che non fa altro che descrivere, in maniera estremamente minuziosa e ricca di particolari, quanto più volte in passato ho scritto sui miei profili social: l'elezione di Jorge Mario Bergoglio al ruolo di Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica è frutto di accordi sottobanco che la rendono irregolare .

Un libro che mette a nudo quanto per anni ho denunciato pubblicamente fin dal 2013, fino a dover smettere per non incorrere in provvedimenti canonici sanzionatori che mi furono minacciati. Perché ormai è talmente marcia la situazione che si punisce chi denuncia, anziché chi commette un delitto.

Contro ogni norma del Diritto Canonico, a partire dal divieto di accordi preliminari sul nome del futuro pontefice, l'ultimo Conclave elesse al Soglio di Pietro il signor Bergoglio, i cui frutti velenosi non tardarono a maturare. E ometto ogni considerazione sul fatto che Benedetto XVI sia ancora in vita e su come canonicamente si sarebbe dovuta gestire tale novità. Lo ho già scritto molte volte in passato. La "Mafia di San Gallo" (nome dato da uno dei componenti, il cardinale belga Danneels che ne confessò l'esistenza prima di morire) è il vero e proprio "commando" che ha posto una setta a capo della gerarchia ecclesiale della Chiesa Cattolica, la setta dei modernisti, di cui il signor Bergoglio era il rappresentante designato fin dal 2005.

Il libro mette in sequenza numerosi fatti, incontri, cenenelle trattorie romane avvenuti in prossimità dei due conclavi del 2005 e del 2013; frasi insinuate, depistaggi programmati, rivelazioni tendenziose.

Il “gruppo” di San Gallo nasce a metà degli anni Novanta, quando cominciò a manifestarsi la malattia di Giovanni Paolo II, per opporsi all'eventuale elezione di Ratzinger in vista di un futuro conclave. La Meloni ricostruisce le azioni concordate dal gruppo alla morte di Giovanni Paolo II e, soprattutto, l’apparentemente strano comportamento del cardinal Martini che fece confluire i propri voti su Ratzinger. Proprio Martini che – spiega la Meloni – il gruppo di San Gallo avrebbe voluto come candidato anti-Ratzinger se non avesse contratto il morbo di Parkinson che ne segnò gli ultimi anni di vita.

Nell’impossibilità di candidare Martini, già allora l’attenzione del gruppo si era indirizzata sull’arcivescovo di Buenos Aires, Bergoglio, che nel 2005 emerse come possibile candidato della mafia di San Gallo, ma per la “tenuta” della candidatura Ratzinger e per la scelta di Martini di confluire su di lui, anche Bergoglio si indirizzò su Benedetto XVI. Una cosa diversa avvenne nel conclave del 2013, dopo le dimissioni di Benedetto XVI, e da quel momento il piano di sovversione prese forma.

In cosa consiste questo piano? Il gruppo voleva attuare nella Chiesa la rivoluzione liberale che nel 1972 Karl Rahner aveva espresso nel dettaglio nel suo libro La ristrutturazione della Chiesa come compito e come chance: revisione della posizione della Chiesa su sessualità, contraccezione ed omosessualità, celibato dei sacerdoti, diaconato femminile, decentramento dottrinale, comunione ai divorziati risposati, sinodalità; questo è il programma della “rivoluzione” del gruppo di San Gallo, già codificato alla sua nascita.

Lascio al singolo fedele che mi legge il compito di acquistare questo libro, di leggerlo, di meditarlo, di riflettere sulle vicende degli ultimi 10 anni trascorsi da quel Conclave del 2013. La Chiesa, una santa cattolica e apostolica, è cosa diversa da ciò che i modernisti propugnano ed è compito di ogni battezzato fedele alla rivelazione consegnata dagli Apostoli di difendere la fede, la liturgia tradizionale, la Dottrina da consegnare ai piccoli per consentire alla Chiesa di sopravvivere al più pericoloso attentato alla sua esistenza mai avvenuto, proprio perché è un attacco all'autenticità della fede cristiana.

(in foto, il modernista cardinal Martini)

 

Condividi articolo